Una scoperta dell’America

Premetto: non so da dove iniziare. Forse ciò che sto per scrivere potrà essere compreso solo da chi nella mia situazione c’è stato o forse c’è ancora. Ma se questo potrà aiutare anche solo uno dei miei vantatissimi 292 contatti, allora avrò vinto.

Ho trascorso quest’ultimo anno di magistrale assistendo allo spegnimento di tutti quelli che potevano essere i sogni e le speranze investiti nell’ennesimo corso di studi. Noi di Lettere e Filosofia, in questo, siamo sempre stati un po’ come dei condannati a morte. Dodici mesi passati ad inviare curriculum, elemosinando tirocini non retribuiti, congelata in un limbo spiacevolmente insensato ed ingiusto. Mesi passati ad annegare nella convinzione di sprecare tempo prezioso, ma paradossalmente caratterizzati da quella perenne impossibilità di lasciare incompiuta qualsiasi qualcosa, e quindi dalla sola mancanza di alternativa. La mia indole mi dettava solo di continuare, cercando di finire il prima possibile, sperando solo che tutto questo un giorno, prima o poi, potesse comunque trovare un senso.
Allora finisci tutti gli esami anche in mezzo al trasloco e sorridi se tuo padre continua a domandarsi perplesso perché, a 24anni, tu preferisca stare a litigare con l’inettitudine di Italo Svevo, piuttosto che andare al mare la domenica pomeriggio. Ma vuoi solo finire in fretta; come per voler cancellare quell’errore.

Poi arriva Settembre, quel che c’era da finire sta per concludersi, e il tempo che ti eri concessa prima di spegnerti del tutto è agli sgoccioli. Allora ti fermi. Riavvolgi. Torni indietro; non a due anni fa, ma all’inizio di tutto. Vagli ogni singola scelta fatta, ogni scommessa persa, revisioni ogni errore. Nel mio caso, forse, l’errore era stato proprio non scegliere niente. Essere arrivata dove sono adesso solo per scelte dettate dal rifiuto o dalla decisione di qualcuno o qualcos’altro. La mancanza di un piano, ben delineato sin dall’inizio, suggeriva urlandomi la metafora di un edificio senza fondamenta, destinato ad una crescita prevedibilmente arrestabile e inconcludente. Senza comunque demolire quell’edificio, ho iniziato quindi a pensare di poterne costruire un altro. Ho iniziato letteralmente a trascorrere notti insonni, domandandomi quali fossero le mie reali capacità, quali competenze potevo aver acquisito in questi anni, quali di queste mi venivano realmente riconosciute, e soprattutto quali di queste avrei dovuto maggiormente sfruttare e valorizzare per fare ciò che avrei voluto.

Per capire tutto questo, ammetto di aver avuto la mia buona dose di aiuti, di supereroi, di persone che hanno creduto in me anche quando non riuscivo a vedere più lontano del “prossimo esame”. Persone che quando mi lamentavo inutilmente dell’insensatezza di essermi iscritta a questa magistrale, hanno continuato a ripetermi che avrei dovuto aspettare 10 anni prima di dire una cosa del genere e di constatare se realmente potesse essere stato un errore e una perdita di tempo.

Continuo ad accettare quel consiglio, anche se riesco già a intravedere quanto potessero avere ragione. Adesso che tutto sembra assurdamente aver acquisito un senso e sembra sostenere un qualcosa di più importante e concreto. Adesso che sembra tutto esser stato così incredibilmente necessario: i lettorati del primo anno della triennale, gli assignment da 4000 parole riscritti in 48 ore in extremis nel weekend, le insufficienze di translation, le ore passate con i grafici in redazione l’anno scorso, il riuscire a leggere e correre velocemente tutte quelle bozze, le sveglie alle 5 di mattina di Unicoop Firenze e i project work da consegnare, bocciare e riconsegnare insieme a un gruppo di lavoro.

Non posso sapere come andrà. Che poi “non congratularti troppo con te stesso; le tue scelte sono scommesse, come quelle di chiunque altro.” Comunque vada, penso che la differenza l’abbia fatta il sapersi fermare. Prendersi del tempo. Guardare tutto da lontano, raddrizzare il tiro, e soprattutto non accontentarsi mai.


Epigrafe Tesi di Laurea Magistrale; spiegaglielo te che sei più bravo di me.

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