Abstract: dopo la part 1 segue sempre una part 2. Se trovare la casa che mi piaceva e farsi accettare una proposta sembrava essere stato semi impossibile, niente a che vedere con gli ulteriori successivi tre mesi, impantanata tra richieste di mutuo, dichiarazione dei redditi, e gente che lavora in banca a caso. Cover image con cornetto alla soia per contrastare l’amarezza delle mie parole senza farsi distruggere il corpo dal lattosio.
Ci siamo lasciati con la proposta appena accettata, e come ho dichiarato incoscientemente nella prima parte di questa avventura, si; in quel momento mi sono concessa il lusso di potermi rilassare almeno per qualche giorno.
Avevo ovviamente già chiesto informazioni e preventivi per il mutuo, e fatti altri due controlli con i competitor just in case, era proprio venuta l’ora di ufficializzare la richiesta presso la mia banca.
(Parentesi banca)
Durante il Covid, la minuscola filiale che avevo sotto casa al paesiello è stata chiusa e il mio conto è stato sposato “di default” presso una filiale X, che tuttora non ho idea di dove sia e dunque, bene si comprende, quanto mi restasse, per questo motivo, piuttosto scomoda. Nei primi mesi del 2021, penso quindi di cambiare filiale, e dopo svariati tentativi al front desk di quella vicina al mio ufficio, riesco a spostarla.
Dettaglio che vi tornerà utile alla fine della storia. Vi ricordo che lavoro faccio, lavoro in comunicazione. Se vado in banca, chiedo di cambiare filiale perché devo richiedere un mutuo necessitando una filiale vicina a me e mi confermano che questa è stata cambiata, con anche l’app aggiornata al nuovo indirizzo, capite bene amici miei, che io, di ulteriori domande, non me ne pongo più.
(Fine parentesi)
Fissato un appuntamento con il mio nuovissimo gestore in Florence, a metà Marzo passo due ore in cui questo mi vomita addosso ottocento percentuali di tassi fissi e variabili, per poi ritrattare tutto ogni volta, facendomi capire ben poco. Ma ho tenuto botta, ho preso una quantità di appunti impressionante, e sono uscita da lì con una richiesta di mutuo avviata, sempre se mi veniva prima confermato il fondo a garanzia dei giovinastri (poveri) come me.
La conferma del fondo è arrivata dopo poco più di un mese. Siamo a metà Aprile, e mentre l’agente immobiliare e il venditore scambiano scritture private per allungare i tempi delle varie scadenze in proposta, siamo tutti ad attendere la banca per la delibera. Il rogito della casa è previsto per il 15 Luglio (si lo so che è nel futuro, vedi che ora arriva the drama e la pantomima infatti).
La banca aspettava il 730 relativo ai redditi del 2021.
Prima, tranquillizzandomi con approssimazione dicendo che bastavano solo i cud, poi, improvvisamente non più. Ma il modello unico da compilare, cari amici, non sarebbe arrivato prima del 20 Maggio, come minimo.
A inizio Maggio porto comunque tutta la documentazione alla Signora XX che avrebbe dovuto compilare il mio 730 e che ricoprirà un ruolo importantissimo nell’avvicendarsi della commedia. Perché genio del genio, dopo anni di commercialista, ho deciso che proprio quest’anno, un anno fondamentale per la burocrazia visto che prendevo il mutuo, dovevo proprio passare al Caf per non spendere 600€ all’anno. UN-GENIO-DEL-MALE. Voi non fatelo mai.
Nel frattempo, tour di preventivi dai notai, per poi decidere di far redigere l’atto al Notaio YY.
La banca invece, che attendeva la dichiarazione per deliberare il mutuo, continua a chiedermi se possiamo rogitare (licenza poetica) entro Maggio perché i tassi stanno salendo, proprio come la mia ansia e la voglia di scappare in Messico per sempre. “Ma scusi, come faccio a fissare il notaio e il rogito se voi non avete ancora la conferma della delibera?” ………mistero-della-fede.
A fine maggio la Signora XX, che aveva accettato di compilare il modello unico e continua inspiegabilmente a farmi ghosting da settimane, è oramai alle strette, e deve ammettere di non capirci niente. Nonostante non sia poi così difficile, la mia particolare situazione prorio le sfugge, e inizierà una serie di mail assurde, in cui tutti i giorni mi assicura che la dichiarazione sarà inviata il giorno seguente, ed io che il giorno seguente le faccio presente, pungente, che il giorno prima, con l’evidenza dei fatti, non l’ha mandata.
Per capire il livello dei botta e risposta, questo è stato il punto più alto della mia esasperazione. È l’8 Giugno, gli amici della banca mi chiamano a giorni alterni, ed incastrata nel mezzo di questo triangolo amoroso mortale, decido di subentrare tramite auto-nomina diretta come project manager dell’intera operazione.
Buongiorno Signora XX,
ho provato a chiamare più volte ma sembra impossibile mettersi in contatto con un interno, quindi riscrivo nonostante non stia ricevendo un riscontro scritto da Lunedì mattina. So che poco fa ha chiamato Massimo, comunicandogli che la collega “che fa INPS” non è disponibile oggi e che la Dichiarazione sarà forse pronta domattina o domani pomeriggio (in generale, la pregherei comunque di tenere aggiornata me circa le comunicazioni anche qui via email).
Ho depositato il materiale il 12 Maggio, i moduli sono arrivati il 25. È dal 3 giugno che “la dichiarazione è quasi completa”; che avrebbe dovuto essere pronta prima forse per lunedì sera, poi per martedì, e adesso forse per giovedì mattina o addirittura nel pomeriggio. Posso comprendere le complicanze di un tale elaborato e soprattutto di chi lavora, ma come già comunicato, questa dichiarazione è molto urgente poichè la banca sta attendendo questo documento per poter deliberare il mutuo, e sto ricevendo molte pressioni.
Avrei bisogno di avere una data certa in cui passare a ritirare questo documento molto importante, soprattutto per comunicare a chi di competenza quando potrà riceverlo e per potermi organizzare col lavoro per poterlo ritirare.
La dichiarazione arriva il giorno seguente. Peccato che riporti il cognome sbagliato. Su tutti i fogli. Questo FrangipanE mi tormenterà per tutta la vita, tanto varrebbe fare un redirect (e questa era per pochi). D’istinto apro photoshop, pronta a far nottata al computer per riparare al danno ma poi mi rendo conto che forse è illegale. Dunque faccio presente l’errore e chiedo esplicitamente sfavatissima di riaverla corretta right-here-right-now. Giunta davanti a questo stadio di incompetenza, godo tantissimo nel perdere il savoir faire e diventare poco gentile.
Siamo al 10 Giugno, ed invio alla banca la dichiarazione che tanto aspettavamo.
Silenzio.
Il 16 Giugno, per prassi, risollecito il mio gestore, perché tutte queste risposte automatiche delle persone in ferie fuori ufficio, mah, NON mi lasciano stare troppo tranquilla (e io nella tranquillità ci voglio sguazzare). Chiamo in filiale, e mi dicono, ripeto il 16 Giugno, e solo in seguito a una mia chiamata, che è assolutamente necessario rogitare entro il 30 Giugno, perché dal 1 Luglio i tassi voleranno altissimi e non esisterà più un tasso fisso.
“EH? Mi scusi, ma perché!?”
“Perché c’è la guerra.”
“E voi lo avete saputo solo questa mattina?!”
Chiamo invano il notaio YY che mi dice che non esiste, perché è giustamente il 16 Giugno e lui non è in studio l’ultima settimana del mese. Resterò chiusa nel bagno dell’ufficio a piangere dalla rabbia altri 5 minuti cercando il coraggio di uscire.
E allora pensi ok, it’s over. Hanno rivinto loro un’altra volta. Torni a casa incazzata col mondo e con la voglia di prendersela con tutti “i figli di” e così via. Poi razionalizzo, e dico di provare a fare tentativi con un altro notaio, nonostante le tempistiche allucinanti. Richiedo subito il preventivo ma soprattutto la fattibilità.
Nel frattempo, dopo essermi cosparsa di gatti e depressione una serata intera, la mattina dopo reagisco e scrivo a tutte le persone che sapevo aver avuto a che fare con un notaio di inoltrarmi i loro contatti all’istante. Dopo una mattinata al telefono con le varie assistenti, vincerà quella di Lisa; il Notaio EE. Il Notaio EE che non sarà comunque a Firenze quella settimana ma che redigerà l’atto che però firmerà al rogito una sua Notaio amica, AA, che al mercato suo padre comprò. (“Fate come vi pare, basta che facciate ‘sta magggia.”)
Riescono a mettersi tutti d’accordo, ed in extremis, definiscono la data per il rogito al 30 Giugno 2022.
È il 20 Giugno. La banca mi chiama per firmare il prospetto del mutuo (spoiler: il prospetto lo vedrò solo la mattina del rogito mentre controllo l’allegato della mail scendendo in corsa dal treno perché arrivato in extremis pure quello) e per dirmi che, mettendo le mani avanti, la data del 30 Giugno è l’ultimo giorno del mese (ma dai!) e che se qualcosa all’atto dovesse andar storto, si andrà a Luglio, con i tassi alle stelle. “Ma non ti preoccupare, non dovrebbero esserci problemi Chiara!” Quel condizionale. Fateci caso, lo usano sempre – glielo strapperei via.
Il 30 Giugno arriva, e onestamente, finché non vedo entrare in stanza tutti quelli che sono necessari per portare il risultato a casa, penso al peggio, minuto dopo minuto.
L’atto della compravendita si conclude, con imbarazzanti uscite e continui errori dell’agente immobiliare che non si è mai, mai, mai e poi mai smentito a mollo nel suo imbarazzo.
Ma è l’atto del mutuo a essere stato ancor più drammatico. Entra in stanza la direttrice della filiale. Una milanese rinsecchita che dopo 3 minuti esce a prendere un golfino più infeltrito di lei perché le dava noia anche l’aria condizionata (al minimo, con 38 gradi fuori). Mentre il Notaio (bionda, super cool, smalto rosso e simpatica) legge le varie condizioni, la direttrice sbotta, impazzisce, e ci dice che la mia filiale è un’altra. (Ah, altro dettaglio: tutte le volte che la Direttrice apre bocca per parlare lo fa con un tono accusatorio e aggredendo verbalmente le persone. È sempre incazzata con la vita e tratta male tutti, nonostante sto giochino mi stia costando più di 40k di interessi.)
Le rispondo che ho richiesto di cambiare filiale qui da loro, dopo svariati tentativi insieme all’incompetenza di questo personale. Questa mi spiega, con un tono inquisitorio, ragazzi, una cosa fuori dal mondo, che la filiale è UNA SOLA, CHE IL MIO CONTO È SOMEWHERE ELSE, E CHE QUI SONO SOLO GESTORI. Totalmente sotto shock per questa mia disinformazione, puntualmente.
Esce per richiedere conferma della filiale a una sua collega. Nel frattempo sbotto io, “è inutile si scaldi visto che prima aveva pure freddo col golfino; io faccio un altro lavoro – se vengo qui e mi confermano che la filiale è cambiata, siete voi che non mi spiegate la situazione.” Il Notaio AA sorride sotto la FFP2 mentre mi dicono di stare calmina. “Calma un cazzo”, penso io, “sono sempre una cliente e questa sciura mi sta dando della cretina con un tono allucinante per una colpa che non ho.”
Rientra.
“LA FILIALE E’ SOLO IN GESTIONE. INFATTI QUI NON PUO FARE OPERAZIONI, COME PER ESEMPIO ANNULLARE ASSEGNI.”
“Ma veramente qui ho annullato un assegno fatto per la precedente proposta e tra poco dovremmo annullare quello di quest’altra.”
“Ne è sicura? In questa filiale?”
“Abbastanza. Se vuole le dico anche chi c’era quel giorno.”
“Ma glielo hanno annullato oppure le hanno detto che l’avrebbero fatto?” Sorridendo e alludendo alla poca professionalità dei dipendenti.
“Mi hanno mandata via dicendo che era annullato; se così non fosse penso ci sarebbe davvero poco da ridere.” Guarda caso, dopo abbiamo annullato anche l’altro. Banda-di-rincoglioniti.
Firmiamo anche quest’atto mentre sull’app vedo comparire e scomparire cifre allucinanti sul mio conto che “ciao è stato bello per un attimo vedervi passare.” Alla fine ciò che resta è solo lo sguardo del Notaio AA che mi sorride dolcissima facendomi tanti auguri per il futuro. Grazie AA, che ce n’è davvero bisogno a palate.
E quindi abbiamo le chiavi – con tanto di imbarazzante portachiavi a pinguino regalatomi dal vecchio proprietario perché dice porti fortuna e quindi ce lo lascio. È stata la cosa più difficile che abbia mai fatto, è successo per mezzo miracolo ma è successo – è fattibile.
Dal 1 Luglio come previsto i tassi sono schizzati al cielo e probabilmente non avrei più ottenuto la delibera visto che non guadagno 10k al mese.
Cosa abbiamo imparato da questa storia?
Che qualsiasi banca di te se ne frega poco o niente, che i figli di papà ci stanno sempre sulle palle, ma che nonostante tutto ancora non li invidiamo perché questa è tutta palestra per affrontare qualsiasi cosa al mondo.
Se siete arrivati a leggere fin qui siete dei pazzi scatenati e mi volete bene. Spero che tutta questa storia abbia o possa aiutare anche solo una persona che necessita di un parere in più per affrontare l’iter che sembra infinito ma non lo è, o anche solo per avere un po’ di coraggio in più. Mi dicono che di solito sia più facile e divertente comunque. E in generale, never give the fuck up, bestioline.
E ora si inizia ad arredare con budget zero.
Love you all,
Ciara in cc.
