Non pubblicherò questo post finché la Banca non mi avrà concesso il mutuo; quindi se state leggendo in questo momento, significa che sembra essere andato tutto bene e che alla fine ho comprato casa per davvero.
Spoiler: ho già le chiavi!
Partiamo con la solita polemica. Cercare case, o meglio trovarla, sembra essere quasi peggio di trovare quello giusto dopo un decennio di casi umani, visualizza e non rispondi e gente completamente fuori di testa. E come continuo a ripetermi ogni volta dopo una relazione finita male o anche solo un’uscita disastrosa, dopo ogni visita immobiliare mi sussurravo sempre nel cervello: stop worrying about the future, girl, you’ll end up where u’re supposed to be. Se adesso mi guardo indietro, devo dire che l’avventura e la corsa è stata quantomeno molto entusiasmante. Nobody queues for a flat roller coster, si sa. Solo che mentre correvo, letteralmente, dopo lavoro, ad incastrare case ed appuntamenti, tanto entusiasmante e divertente non lo è sembrato neanche per un po’.
PPS: se stai cercando casa, non farti spaventare da tutto questo. Io sono una scappata di casa e sono comunque riuscita a comprare casa per miracolo – si può fare!
Ma prima di parlare dell’appartamento prescelto: dear passengers, please safe your belt verso questo roller coster di pazzia allo stato primordiale, alla scoperta di cosa, ma soprattutto di chi si aggira, nel labirinto del mercato immobiliare fiorentino, quantomeno degli ultimi mesi.
Breve excursus e sfogo sulla categoria degli agenti immobiliari. Ma perché fanno un lavoro inutile, privo di responsabilità, e non sanno niente di quanto dovrebbero quantomeno conoscere per meritarsi 5K? Che poi, sommando entrambe le parti, arriviamo pure a sfiorarne 10. Diciamo che il colpo al cuore mi è venuto particolarmente quando staccando l’assegno al notaio, ho realizzato che il loro, era del doppio. Ma soprattutto perché, nonostante il doppio della cifra, loro apparivano per aspetto e comportamento, anche il doppio dei raccattati.
Ma detto ciò. Odio generalizzare, e quindi mi riservo di salvare dalla categoria 1-2 persone, ma ragazzi miei, sembra proprio che avete fatto questo nella vita perché non potevate scegliere nient’altro! (Come i social media manager, d’altro canto, ma almeno lavorando in comunicazione noi ci vendiamo un po’ meglio.) Sembra che siete stati vittima del rastrello di CV di Almalaurea e vi siete fermati a chi vi offriva un contratto da provvigioni, sentendovi pure dei fighi per le cravatte in omaggio coordinate alla cartellina.
PPPS: Ma lo sapete che quelli di Tecnocasa, nello specifico, fanno i raduni in tutta Italia e ballano in sincrono canzoncine divertenti tutti vestiti uguali con quelle cravatte a righe terribili? Ma a voi questa cosa qui, non turba i vostri sogni?
… a me, tantissimo.
BENE. Adesso che le abbiamo dette quasi tutte, let’s go DEEP into the nightmare. Riassumerò per voi e per voi soltanto una accurata selezione di solo alcune delle visite, come dire, degne di nota e memorabili, nelle quali mi sono imbattuta. Gli attori in scena? Io, la futura ed unica proprietaria, forte solo del fatto che Draghi e la sua Garanzia Giovani mi volessero particolarmente bene, con la sola capacità di scegliere un immobile basandosi sul sentimento e sul famoso “vibe”, e Zac. Zac c’è sempre stato.
UNO. “Io andrei, che tra poco rigioha la Viola” (Soffiano)
Ho iniziato a visitare case a fine Novembre, un sabato pomeriggio. Era la prima, ero un po’ emozionata. L’agente immobiliare invece aveva una certa fretta, che “ho capito che è un bilocale di due stanze e si vede veloce, ma fammi fare almeno due domande visto che sto giochino mi costa 150k che teoricamente tutt’ora neanche avrei.” E mentre lo riempivo di domande tipo “ma quel buco lì a cosa serve? – ma non saprei proprio”, con una certa fretta mi ha buttato fuori perché iniziava “il secondo tempo della Viola.” OK, sai che c’è, goodbye che non sento il vibe.
DUE. Dolce Pietrino (Soffiano) in Audace Legnaia
La seconda casa era in Legnaia, un tipico palazzo della zona, zona che amo, sembrava tutto bellissimo. Ma era un frazionamento, era più piccolo di quanto potesse fare paura, e il piccolo agente immobiliare di Tecnocasa era più spaventato di me ogni volta che aprivo bocca per sentenziare l’ennesima domanda circa i miei quesiti strutturali. Comunque ripeto, Tecnocasa fa i raduni con i balletti, e ciò mi inquieta. Come diceva Biely, se ti piace una casa ma l’agenzia sono loro, non fartela piacere più perché tanto sarà un manicomio.
TRE. La gattaiola fai-da-te e l’indian atmosphere un tantino troppo too much (Novoli)
Partiamo con un’agente immobiliare di Toscano, che si rende conto di aver sbagliato cliente solo dopo 10 minuti, dopo avermi fatto firmare il foglio della visita già precompilato con il nome di una certa Elisa. L’appartamento, a Novoli, aveva un’esposizione TOP verso l’amatissimo endless sunset delle Cascine. Era attualmente occupato da due coinquilini indiani, più un gatto e un cane. E mentre io facevo amicizia con le bestiole simpatiche, ho iniziato altresì a scorgere gattaiole fai da te (letteralmente, avevano sfondato la porta finestra con un calcio, per far uscire gli animali sul terrazzo, e anche d’inverno dormivano con un hole nell’infisso). Ho continuato a lamentarmi del puzzo di cucina indiana, ignara del fatto che non avrebbe più abbandonato il mio nose per altre almeno 12 ore. “Mi piace eh, bellino, ci faccio un pensierino.” E se ci penso, quell’odore, ce l’ho ancora stuck nel naso.
QUATTRO. Il sordomuto artista, padrone di casa e di due gatti, uno uguale a Zac (Soffiano)
Torniamo con gli amici di Tecnocasa, perché me le vado a cercare, si sa. Questa volta, il collega di Pietrino e nientemeno boss dell’agenzia, mi chiama un mercoledì mattina, mentre correvo tra uno stand e l’altro di Pitti Uomo, per propormi un bilocale in un palazzo antico in Soffiano, sogno della mia vita, con tanto di affreschi sul soffitto. Il prezzo è 170K, ma il proprietario dice che scenderà a 150K “tranquillamente”. In preda ad una felicità incredibile ed incontrollabile, fisso subito un appuntamento per la sera stessa che sia mai me lo prenda qualcun altro e via che si riparte!
Arrivo la sera davanti al palazzo che ha una facciata in mattoni rossi meravigliosa. L’agente mi dice che il proprietario è in casa, e che il proprietario è sordomuto. Penso, che vuoi che sia, ci mancherebbe altro. Entriamo in questo atrio bellissimo, e ad aprirci è questo signore, piuttosto impaziente di vendere casa, con i suoi due gatti incredibili. Uno, identico a Zac. E penso, “cazzo, penso che questo è un sign!” E poi? E invece poi il nightmare.
I campi da tennis che in foto sembravano anche cool da lontano erano praticamente sotto casa. E già mi immaginavo ì Zac col torcicollo e lo strabismo di Venere dopo solo due giorni intenti a seguire quella pallina volare a destra e a sinistra per il campo. Manco facevi in tempo ad entrare in casa che ti sedevi sul fornello. Il terrazzino, bellino dai. Peccato ci fossero cosparse due lettiere on the floor e pure sporche. Ma degli affreschi, beh, che dire. Tanto belli in foto, poi dal vivo forse li avesse fatti mio fratello di quasi quattro anni sarebbe stato meglio. Bagno con doccia inesistente ma poco importa.
Il vero valore di questa experience risiede tutto nella sconfinata passione per l’arte del proprietario di casa. Ogni, e dico ogni angolo e parete erano cosparsi dei suoi masterpiece di artwork. Minuziose statuine, macchinine, stronzatine colorate e la magnificente torre di elastici posta tra il bagno e il soggiorno, con tutte le sue chincaglierie incastrate nel mezzo. “Bellissimo, in-cre-di-bi-le. A Ciara piace tanto, ci penso, peccato per quel bagno.” “Ma è anche finestrato!” “Goodbye non sento più ì vibe”.
CINQUE. Frazionamento che tormento (Manifattura Tabacchi)
Il trend dell’anno sono queste imprese edili che comprano un appartamento, ne fanno tre e ti vendono le singole porzioni. Siamo in pieno cantiere, io esaltatissima perchè mi dicono che se entro ora nel progetto scelgo tutte le finiture. Siamo accanto a Manifattura, e per un monolocale, volevano 148K. A me piaceva da impazzire, ma i friends mi dicono esplicitamente che sono pazza e che mi sembra fattibile solo perché i muri non sono ancora tirati su e quindi ora ci sta spazio che poi non esisterà.
SEI. Il passaggio segreto con i cavi della corrente dentro l’acquedotto (Soffiano)
Attratta dal poor people price e dalla foto di una cabina armadio, che dream, esigo di andare a vedere questo piccolo terratetto anche se avevo sempre e solo cercato qualcosa quantomeno al primo piano (ho il gatto!). Vado a vedere questa dolce casina in Soffiano, zona ambita dalla sottoscritta, e che dire, sarò breve (anche se poi quando lo dico non lo sono mai!)
Appena saliti al piano superiore, mentre io ammiravo la cabina armadio in bamboo e continuavo a ripetere di sentire, per questo motivo, il famoso VIBE, sposto un quadro a mio avviso “sospetto”, e come in un film di Indiana Jones, trovo un buco nel muro. Ma un buco, nel senso di un passaggio pseudo segreto, che dal muro della camera portava a una pseudo mansarda. Una roba tipo Narcos, solo che questi ci tenevano le scope e i contatori. “Ma è normale sta cosa? Ma è normale l’impianto? I cavi dell’acqua sono accanto a quelli della corrente, suppongo di no.” E mentre il piccolo Pietrino rabbrividiva sempre più, senza risposte, tipo me all’interrogazione di matematica col Malfatti in seconda liceo, capii che quella non sarebbe mai diventata casa mia.
“Chiara, capisci che in questo caso non compri solo la casa ma anche il tetto? Non è un condominio.”
“Ed è un bene o un male?”
“In questo caso, malissimo!!”
SETTE. Per 3k salta l’affare e il mio cuore si spezza per 3 giorni buoni buoni (Soffiano)
Preparatevi per il drama. Bilocale dolcissimo vicino alla tranvia che mi porta in ufficio in 15 minuti. Appartamento totalmente ristrutturato. I left my heart in Soffiano e fine. Proposta, rifiutata, riproposta, ri-rifiutata. Per 3K questo non mi ha venduto casa. Assegno da 5K strappato insieme alla proposta e insieme al mio cuore, tre giorni a frignare e a pensare a quanto il mondo fa schifo, due settimane di pausa dalle newsletter di immobiliare.it perché ci stavo malino e avevo bisogno del mio healing process.
OTTO. Il vicino di casa seduto in mutande sul terrazzo che prende il sole e mangia pasta al burro insieme al suo bulldog francese (Via Talenti)
Ripartiamo al top!! Questo il mio preferito in assoluto. Appartamento minuscolo in zona Isolotto-bene. La proprietaria si chiama Chiara e ha un gatto. Usciamo sul terrazzo che dà sul cortile interno del condomino e nel terrazzino accanto, che significa confinante a quello in cui stavamo, troviamo seduto un uomo sulla 50ina, in mutande, insieme al suo bulldog francese nero, che mangia pasta al burro in un piatto vintage, e si gode in canottiera il sole primaverile. “Cercate casa? Qui si sta benissimo, garantisco io!”
Maporcaputtana.
[[Messaggio al lettore: Oiiii! Non perderti d’animo, che sei arrivato/a fin qui! Io sotto sotto non l’ho mai fatto, giuro che stiamo quasi per vedere la luce in fondo al tunnel.]]
NOVE. Il bilocale che in realtà era un mono e la cucina era il terrazzo (Isolotto)
Esce l’annuncio di una casa all’Isolotto, vicinissimo a Ponte alla Vittoria. Già mi immaginavo andare a lavoro in bici, ma che dico a bici, a piedi. L’annuncio descriveva un bilocale, ma quando arriviamo lì, l’allegra coppia di vecchietti pugliesi waiting for tornare al paesiello, ci confessa che catastalmente, la cucina che vediamo adesso sarebbe il balcone (sopresa ahah!), e che per venderla col mutuo, smonteranno tutto quel vetro che ci sta sopra, perchè sennò il perito ci arresta a tutti. “E io dove mangio poi? Con i piccioni?”
Eppure avevo sentito il vibe anche qui; sarà stato per i pugliesi adorabili, per la colonia felina nel basement o per la statua del David sulla scarpiera dei nonnini?
DIECI. Il senzatetto sotto casa (Novoli)
Monolocale, frazionamento, tutto ristrutturato. Una terrazza immensa, costo 115K. Periferia di Novoli, che sembra un gioco di parole. Senzatetto addormentato vicino al portone con tanto di sacco a pelo e cartoni. Un palazzo infinito di 800 appartamenti che guardava dritto dentro il mio, con infinite probabilità che tra quelli ci fosse almeno un pazzo maniaco che poteva osservarmi 24/h, e con una sensazione di potere verso il mondo per il solo fatto di avere anche una sola alternativa oltre a quel quartiere.
UNDICI. Via Livorno, another day another break up (Legnaia)
Qui vale la pena soffermarsi. Dico solo: un terrazzo immenso, una casa nuova, secondo e ultimo piano.
Dopo la prima visita mi rendo conto che le foto dell’annuncio sono sbagliate. “Ne è sicura?” “Si, purtroppo con le immagini ci lavoro, ci sto anche 3 ore a guardarne una.” Avevano messo quelle dell’appartamento speculare, identico, sempre della stessa proprietaria. Le cambiano sull’annuncio grazie alla mia segnalazione; sparatevi.
Faccio comunque la proposta. Questa storia si può paragonare solo a quando hai 20 anni e continui a voler uscire con uno, nonostante 100 red flags. Mi preparo psicologicamente andando a stalkerare l’Instagram dell’agenzia, deformazione professionale. Il titolare? Un boomer, che poi neanche troppo vecchio, che riempie lnstagram di foto in cui mostra il suo pollicione con l’OK dopo una compravendita riuscita, oppure intasando il profilo di reel in cui si inquadra (ve lo giuro) con la telecamera interna mentre entra in agenzia, aggiungendo come musica “We’re the Champions” o “Eye of the Tiger”. Per favore, se vi sentite tristi, chiedetemi di mandarvi questi video in privato.
Guardo questo content, e penso solo, “che coglione.” Ma poi mi dico, “tanto mi deve vendere casa, non fare il rebranding. E poi sono tutti uguali.”
Facciamo due visite all’immobile, chiamiamo 800 dei suoi scagnozzi per fissare un appuntamento (che poi è allucinante ma è difficilissimo avere il cellulare dei boss dell’agenzia, manco fossero il Papa). Arriviamo da questo “bellone” amico delle vecchie glorie di tronisti della De Filippi (ve lo giuro, si commentano i post a vicenda), e ci dice, solo a quel punto, che l’immobile è ancora di una signora X defunta, e che le due figlie gemelle che litigano tra loro, faranno presto la successione, e quindi per lui possiamo comunque firmare right now.
Io sono ignorante, quindi lo scrivo casomai servisse a qualcuno. Nel momento in cui fai una proposta, lasci un assegno per dire che fai sul serio. Questo pazzo, facendomi firmare senza un solo erede legittimo, mi legava a questa proposta anche forever, perché queste potevano farla chissà quando.
Esco da quell’agenzia stanca, incazzata anche con i soli pali della luce che prendo a pedate per l’amarezza, e sconsolatissima. Ma vi dico solo che dopo un mese, mentre stavo già cercando altre case, queste due pazze non avevano fatto ancora nulla e l’immobile è stato ritirato dalla vendita.
Ed io stavo comunque per firmare una proposta. Siete-dei-pazzi-da-rinchiudere.
DODICI. Ponte a Greve, il cadavere dopo due giorni e l’umido fino alla testa
Annuncio di un privato sexy senza agenzia. Appartamento enorme vicino l’UCI Cinemasss. Mi reco in zona e dopo soli cinque minuti l’umido del fiumiciattolo accanto a quel condominio mi era già entrato in tutto il corpo e nel cervello. Come se non bastasse, per confutare ogni dubbio, due giorni dopo la visita viene ritrovato lì accanto anche il cadavere di un uomo senza nome. SI-VOLA!
TREDICI. Castello, le finestre danno sugli ulivi e mi fanno stare bene
Una mattina di inizio Marzo decido di estendere la ricerca ad altre zone. Mi imbatto in questo appartamento con due grandi vetrate davanti ad una distesa di ulivi, Monte Morello e la Villa Medicea in lontananza. Firenze Castello. Dista 5 min da casa di Biely e mi è facile sognare il sabato mattina in bicicletta insieme al mercato di Sesto come due sciure, oltre che in piscina il giovedì.
Lo vado a vedere e 10 minuti mi bastano per capire che ho trovato casa. Offerta, proposta accettata, una guerra che sembra finire e invece siamo solo all’inizio, ma se non altro, allora, mi sono concessa il lusso di rilassarmi un po’.
Giuro che seguirà una seconda parte in cui vi racconto cosa succede dal momento in cui la proposta viene accettata fino a quando ti danno le chiavi di casa.
See you soon con gli ultimi aggiornamenti che il mio cervello sta finendo di processare.
XOXOXOXOXOXO,
Ciara
