Just my imagination a fine estate

Abstract: ogni tanto, più o meno una volta su venti, dopo aver scritto qualcosa, mi torna ancora voglia di postarlo.

Se l’estate sta finendo ed un anno se ne va è perché in realtà il capodanno, ognuno, se lo sceglie un po’ quando vuole lui. E sarà stata l’impostazione scolastica e l’ansia di rientrare a scuola, ma il mio è sempre coinciso con i pennarelli nuovi da comprare e il diario da scegliere ad inizio settembre.

Ed ora che sono sdraiata su un lettino, all’ombra, a bordo di una piscina in orario quasi di chiusura, e Carla Brunì canta lontana in distorsione la sua Quelqu’un m’a dit, mi prendo la licenza poetica di assaporare tutto ciò che saprà di novità da adesso in poi, manco fossimo dentro un romanzo di Andrè Aciman. Al bar i gelati sono quasi tutti finiti perché sarebbe inutile riordinarli visto che qui si chiude tutto; forse proprio come me che per un po’ non avrò nient’altro da dire e raccontare.

Allora faccio partire Just my Imagination nelle orecchie, stilo la mia lista di vecchi e nuovi propositi ancora una volta, e la stipo nelle note del telefono, con la data di oggi, come avessi ancora sedici anni; carattere, lamentele, piani ferie da rivedere, lezioni di yoga e mostre d’arte, inclusi; che poi meglio di così non sapevo come fare.

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